Islamochristiana 46

L’ultima enciclica di Papa Francesco, Fratelli tutti, pubblicata per la festa di San Francesco d’Assisi (cfr. DOSSIER pp. 465-474), è maturata come espansione del Documento sulla Fraternità Umana firmato ad Abu Dhabi insieme al Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad al-Tayyeb, il 4 febbraio 2019.
Il numero 45 (2019) di Islamochristiana era stato dedicato a questo storico documento e il presente numero, 46 (2020), continua nella stessa direzione, analizzando alcune delle recenti dichiarazioni islamiche “per” il dialogo interreligioso.

Seguendo questo percorso, due articoli tracciano la storia delle dichiarazioni negli ultimi venti anni: il card. Michael Fitzgerald analizza il filo che lega il Messaggio di Amman del 2004 al Documento di Abu Dhabi e infine all’enciclica Fratelli tutti; Patrice Brodeur allarga il campo di indagine mettendo in luce nuovi aspetti che non si limitano alla sfera religiosa. Quattro articoli sono dedicati all’analisi di particolari documenti: Giancarlo Anello studia la Carta di Medina; Gianluca Parolin analizza la genesi, il contesto e l’impatto del concetto di cittadinanza nella Dichiarazione di Marrakesh; Wael Farouq evidenzia alcuni aspetti significativi della Carta di Makkah (Mecca); Wasim Salman legge e commenta un documento del 2020 prodotto da al-Azhar.

Questo numero è particolarmente ricco grazie ad altri interessanti contributi: l’articolo di Michel Lagarde su una costruzione linguistica particolarmente difficile nel Corano e quello di Anna Canton sull’argomentazione di Riccoldo da Montecroce sulla falsificazione delle Scritture. Passando a tempi più recenti, Diego Sarrió Cucarella analizza le relazioni problematiche del card. Lavigerie, fondatore dei Missionari d’Africa, con l’Islam; David Bond considera il contributo alla cultura dei missionari cattolici nel periodo precedente l’indipendenza della Tunisia, e Livia Passalacqua ricostruisce, attraverso una corrispondenza inedita, la genesi dell’apporto di Christian de Chergé alle Journées romaines del 1989. Per la sezione dedicata al dialogo islamo-cristiano nel contesto attuale, Gabriel Said Reynolds offre un pregevole studio sulla presenza o meno della nozione di peccato originale nel Corano; Ignazio De Francesco presenta una sintesi di alcune delle nuove e principali questioni etiche che l’Islam è chiamato ad affrontare; Stéphane Delavelle riflette sulle sfide della Chiesa nell’ambito del dialogo islamo-cristiano a partire da situazioni e traiettorie marocchine; Andrea Mandonico propone la figura di Charles de Foucauld come “fratello universale”, citato anche come esempio nell’enciclica Fratelli tutti di papa Francesco. Per la sezione sugli incontri attuali tra cristiani e musulmani nel mondo, Patrick Ryan presenta le lusinghe del proselitismo nel contesto islamico e cristiano dell’Africa, mentre Brigitte Proksch esamina la situazione dell’Islam in Austria.

Infine, per la sezione Note e documenti, una altrettanto ricca raccolta di documenti, dichiarazioni, incontri, un gran numero di recensioni di libri che trattano di relazioni islamo-cristiane e brevi note su alcuni testi ricevuti dalla biblioteca del PISAI concludono questo numero di Islamochristiana.

Il Pisai

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