Dialogo di bellezza: Icone e manoscritti arabo-cristiani

Il 18 novembre si è tenuto presso la Pontificia Università Gregoriana uno degli appuntamenti del Forum Islam-Cristianesimo, organizzato dal Centro Studi Interreligiosi della Gregoriana in collaborazione con il Pontificio Istituto di Studi Arabi e d'Islamistica e il Pontificio Istituto Orientale, dal titolo Dialogo di bellezza: Icone e manoscritti arabo-cristiani.
Il prof. Pierre Masri, docente invitato al PISAI, appassionato studioso della materia, ha curato l’esposizione fotografica di icone e manoscritti spiegando agli intervenuti la nascita e l’evoluzione artistica della “scuola” iconografica di Aleppo. 
Dopo una breve introduzione sul contesto storico della città di Aleppo durante il XVII e il XVIII secolo, epoca in cui una serie di cambiamenti politici, economici e demografici avevano favorito un ambiente di "rinascimento" culturale, è stata presentata la nascita della "scuola" iconografica Aleppina e il suo sviluppo attraverso quattro generazioni di artisti. Pur seguendo i canoni iconografici bizantini tradizionali, i manoscritti miniati e le icone prodotte in quel periodo  presentano delle caratteristiche proprie che le contraddistinguono rendendole uniche. I vari elementi della cultura locale arabo-islamica, la dimensione narrativa, la calligrafia araba e lo stile arabesco delle decorazioni, sono stati integrati in una sintesi creatrice. In questo senso, si potrebbe parlare di un vero e proprio "dialogo di bellezza" che è riuscito ad "inculturare" l'arte cristiana in un ambiente arabo ed islamico senza tradire la sua appartenenza alla tradizione siro-bizantina.

In foto: Il Giudizio Universale (1708) Chiesa dei Quaranta Martiri, Aleppo, Siria

Il Pisai

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