La biblioteca

La biblioteca è il cuore pulsante del PISAI. Dalla fondazione in poi la biblioteca si è specializzata in opere e riviste di cultura araba e musulmana, in linea con l’approccio scientifico dell’Istituto alle fonti in lingua originale, senza trascurare testi di orientalistica e lavori dedicati al dialogo interreligioso. Attualmente possiede più di 38000 volumi, un terzo dei quali in lingua araba, 900 riviste, 250 edizioni rare o estinte, 60 manoscritti, in molte lingue. Gli studi coranici costituiscono una sezione rilevante con varie edizioni e traduzioni del Corano, i grandi commentari classici, le più importanti raccolte di tradizioni musulmane
Il patrimonio della grande biblioteca è suddiviso in sezioni per soggetto e copre i campi più importanti delle Scienze Islamiche.

Le donazioni di alcuni benefattori hanno permesso la creazione di alcuni interessanti FONDI.

La ricerca dei testi è accessibile online grazie al CATALOGO OSEEGENIUS, le riviste attraverso il Motore di ricerca Periodici.

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Cenni storici

Il primo nucleo del futuro Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica venne fondato a Tunisi nel 1926 dalla Società dei Missionari d’Africa (Padri Bianchi), come centro di formazione per preti e religiosi cristiani incaricati di operare nelle varie parti del mondo a stretto contatto con i musulmani. Il centro nel 1931 prese il nome di Institut des Belles Lettres Arabes (IBLA). Il progetto si sviluppò al punto che nel 1949 l’insegnamento fu separato dalle altre attività e nacque così a La Manouba (periferia nord di Tunisi) una casa di studi per la lingua araba e le scienze islamiche, elevata nel 1960, per Decreto della Congregazione dei Seminari e delle Università, a Pontificio Istituto di Studi Orientali (IPEO). Nel 1964 l’Istituto fu trasferito a Roma, dove occupò per tre anni un piccolo edificio in Viale XXX Aprile e cambiò la sua denominazione in Istituto Pontificio di Studi Arabi (IPEA), per non essere confuso con il Pontificio Istituto Orientale. Contestualmente vennero anche trasferiti i fondi della biblioteca, nata a Tunisi nel 1950, che da allora in poi conobbero un notevole incremento. Dal 1979, grazie alla Costituzione Apostolica Sapientia Christiana, l’Istituto fu fregiato del nome attuale Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica.

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